20 novembre 2025

I russi e il senso della vita

Ho studiato abbastanza bene la Storia, ho vissuto già po' e, in giro per l'emisfero settentrionale ho visto un po' di tutto: assassini, vittime, eroi, mascalzoni, uomini d'onore e ogni sorta di spazzatura umana.
Non posso tuttavia fare a meno di ammettere che i russi sono una categoria speciale.
Un tempo ne ero deluso e persino fortemente irritato, ma ormai non mi sorprendo più e mi limito a prendere nota del loro nuovo temporaneo "fondo".
Dopo che sono stato in mezzo a loro e li ho conosciuti e ho sperimentato di persona cosa e come sono, ho capito che è meglio non perderci troppo tempo sopra.
Ciò non ottiene, purtroppo, che essi cessino per magia di essere un grosso problema.

Sembra che i russi pensino di aver preso Dio per la barba e di poter fare qualsiasi cosa: non hanno inibizioni.
Oppure che abbiano capito che domani, inteso come ipotetico tempo futuro, ma non troppo futuro, andrà tutto storto, e poiché la nave su cui sono imbarcati sta già affondando, e possono semplicemente sparare con ogni cannone indiscriminatamente in tutte le direzioni.
Ciò non ottiene nulla, non ha alcun risultato, non importa che non ci sia alcun aspetto pratico in questo, e che ciò non faccia altro che accelerare la discesa della nave, ma almeno "si fanno sentire".

Così potrebbe sembrare a prima vista.
Tuttavia, io sono giunto alla seguente conclusione: per la prima volta, i russi hanno trovato un senso per la loro vita.

Questo pensiero merita un ragionamento.
La Russia è una madre severa e malvagia, che picchia e punisce i suoi figli.
Allo stesso tempo essa dà loro un sacco di soldi, benefici, status e un grande diritto: il diritto di morire, non solo scannati da un ubriaco in un vicolo, ma per qualche cosa di "importante".

Ci si chiede che tipo di status sociale possa avere un "eroe della "SVO".
E' una domanda legittima, soprattutto in considerazione di come la partecipazione alla "non guerra" abbia candeggiato la fedina penale di migliaia di delinquenti, assassini, carcerati e inquisiti.
Ma tutto è relativo: per la plebe, che si ubriaca e si piscia letteralmente addosso, partecipare alla "SVO" era praticamente un salto nel vuoto.

Gli ufficiali russi sono consapevoli che i metodi coercitivi per costringere le raffazzonate truppe russe a attaccare, come fosse di punizione, punizioni corporali e reparti "anti-arretramento" sono pratiche disgustose.
Tuttavia, va anche considerato che loro i risultati richiesti li devono produrre.
Con un simile materiale umano non c'è altro modo: la plebe semi-selvaggia può essere mandata a morte solo con metodi semi-selvaggi.
A contare veramente in tutto questo è che altri russi siano d'accordo con questa posizione, persino, per così dire, l'"opposizione" russa disarmata.

"Opposizione" viene messo tra virgolette perché nel dispotismo della Russia moderna, l'unica forma di opposizione sarebbe la resistenza armata.
Non per caso i "buoni russi" e gli "oppositori" si indignano qua e là, dicendo che le Forze Armate ucraine stanno commettendo "crimini di guerra", e "mi dispiace anche per i ragazzi russi", e in generale "dovremo tornare nella Federazione Russa più tardi", e "non dovremmo fare donazioni alle Forze Armate ucraine", e in generale "non è così chiaro".

Questo è il prodotto della morsa mortale di questa madre crudele, che traumatizza i suoi figli, che, da qualsiasi punto di vista e da qualsiasi angolazione li si guardi, sono in uno stato di declino, ai margini di tutti i processi.

Gli oppositori russi si distinguono, astenendosi dall'arruolarsi, ma solo per spirito di conservazione e "prudenza": i morti non hanno speranza di potere un giorno fare parte della elite russa.

Un giorno sarà violata questa nozione di una madre che può uccidere, ma dà così tanto.
Quando ciò accadrà, allora i russi scopriranno che non c'era alcuna madre e che è stato messo a nudo un immenso vuoto.

Per il momento, per ogni russo, è importante provare un senso di appartenenza a questa cosa, che loro percepiscono come grandezza, qualcosa di vasto, materno, universale.

La Russia è stata diverse volte prossima a varcare quel "punto di non ritorno", combattuta tra l'estinguersi e trasformarsi in uno stato-nazione e il ricadere nell'impero.
Finora ha sempre vinto l'impero e non è affatto detto che, una volta, e perchè dovrebbe o potrebbe essere la prossima? possa andare diversamente.
Non è un caso che persino l'opposizione russa non sia composta da coloro che vogliono cambiare veramente le cose a Mosca, ma da persone che sottolineano di essere russe e che il loro obiettivo è quello di ottenere una Patria.
Sostituire l'attuale leadership russa con se stessi.

Un impero non può darti una Patria.
Un impero è sempre impegnato in una campagna sanguinosa e universalista.